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Procedimento Cautelare d'Urgenza: Guida Art. 700 c.p.c.

Diritto Civile

Avv. Dott. Massimo Leonardi · 2026-07-08 · 12 min di lettura

Procedimento Cautelare d'Urgenza: Guida Art. 700 c.p.c.

La giustizia civile ha i propri tempi, ma esistono situazioni in cui attendere anni equivale a perdere tutto. Il procedimento cautelare d'urgenza ex art. 700 c.p.c. è lo strumento processuale che consente di ottenere tutela provvisoria immediata: guida completa a presupposti, procedura e strategia.

Il Procedimento Cautelare d'Urgenza: Guida Completa all'Art. 700 c.p.c.

La giustizia civile ha i propri tempi — e spesso questi tempi sono incompatibili con la necessità di agire subito. Il procedimento cautelare d'urgenza è lo strumento che l'ordinamento italiano mette a disposizione di chi non può aspettare. Questa guida spiega cos'è, quando si usa e soprattutto come si ottiene.

La giustizia non sempre può attendere

Nel processo civile italiano i tempi medi di un giudizio di primo grado si misurano in anni. Per molte controversie questo non rappresenta un problema insuperabile: il danno può essere quantificato e risarcito al termine del procedimento. Ma esistono situazioni in cui attendere anni equivale a perdere tutto prima ancora che il giudice si pronunci.

Immaginiamo un'azienda che scopre che un ex dipendente ha iniziato a contattare i suoi clienti in violazione di un patto di non concorrenza. Oppure un socio che constata che l'amministratore sta distraendo il patrimonio societario. O ancora un imprenditore che vede il proprio marchio copiato da un concorrente che sta già operando sul mercato. In tutti questi casi il danno si aggrava di giorno in giorno. Attendere la sentenza definitiva significa subire un pregiudizio che poi nessun risarcimento potrà davvero riparare.

Per rispondere a queste situazioni il legislatore italiano ha previsto il procedimento cautelare: uno strumento processuale che consente di ottenere una tutela provvisoria e urgente in tempi molto più rapidi rispetto al giudizio ordinario. Tra i vari strumenti cautelari, il più noto e flessibile è il ricorso d'urgenza previsto dall'art. 700 del Codice di procedura civile.

Cos'è il Procedimento Cautelare: definizione e finalità

Il procedimento cautelare è un procedimento sommario, autonomo rispetto al giudizio di merito, finalizzato ad ottenere un provvedimento provvisorio che preservi la situazione giuridica del ricorrente fino alla definizione del processo principale.

La funzione delle misure cautelari non è quella di sostituirsi alla sentenza definitiva: il giudice cautelare non accerta definitivamente il diritto. La sua funzione è molto più limitata — e per questo più veloce: verificare se esistono le condizioni minime per concedere una tutela immediata che eviti che il passare del tempo renda inutile o eccessivamente difficile la tutela del diritto azionato.

Il Codice di procedura civile prevede due categorie di misure cautelari:

  • Misure cautelari tipiche: specificamente previste dalla legge per determinate fattispecie. Tra queste, il sequestro conservativo (art. 671 c.p.c.), il sequestro giudiziario (art. 670 c.p.c.), il provvedimento d'urgenza in materia di lavoro, la denuncia di nuova opera e di danno temuto (artt. 688-691 c.p.c.).
  • Misure cautelari atipiche: il ricorso ex art. 700 c.p.c., applicabile in via residuale quando non esiste uno strumento cautelare tipico adeguato alla situazione concreta.

Il Ricorso d'Urgenza ex Art. 700 c.p.c.: lo strumento più flessibile

L'art. 700 c.p.c. rappresenta la misura cautelare più utilizzata nella pratica forense perché è applicabile a una vastissima gamma di situazioni. La norma recita:

"Fuori dei casi regolati nelle precedenti sezioni di questo capo, chi ha fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, questo venga a subire un pregiudizio imminente e irreparabile, può chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti d'urgenza, che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito."

Il carattere residuale della norma è fondamentale: il ricorso ex art. 700 c.p.c. è ammissibile solo quando non esiste una misura cautelare tipica idonea a tutelare la posizione del ricorrente. Se esiste uno strumento specifico (ad esempio il sequestro conservativo per tutelare un credito), il giudice non potrà accogliere il ricorso atipico ex art. 700.

Nei casi in cui invece non esiste una misura tipica adeguata, l'art. 700 diventa uno strumento straordinariamente flessibile: il giudice può adottare qualsiasi provvedimento idoneo a preservare la situazione giuridica del ricorrente — inibitorie, ordini di fare o non fare, sospensioni, consegne di beni.

I Due Presupposti Fondamentali: Fumus Boni Iuris e Periculum in Mora

Per ottenere una misura cautelare — sia tipica che atipica — il ricorrente deve dimostrare contemporaneamente la sussistenza di due requisiti. La mancanza anche di uno solo di essi è sufficiente per il rigetto del ricorso.

Il Fumus Boni Iuris: la verosimiglianza del diritto

Letteralmente "fumo del buon diritto", il fumus boni iuris consiste nella ragionevole probabilità che il diritto fatto valere in giudizio esista. Non si tratta di certezza — quella sarà oggetto del giudizio di merito. Si tratta di una valutazione sommaria sulla fondatezza della pretesa.

Il giudice cautelare deve verificare, sulla base della documentazione prodotta e delle allegazioni delle parti, che la domanda presentata non sia manifestamente infondata e che sussistano elementi idonei a far ritenere plausibile l'esistenza del diritto azionato.

In pratica questo significa che il ricorso deve essere corredato da:

  • documentazione contrattuale rilevante (contratti, ordini, corrispondenza);
  • elementi di prova della violazione o del pregiudizio subito;
  • ricostruzione giuridica della fattispecie con riferimento alle norme applicabili;
  • eventuali perizie, relazioni tecniche o altri elementi probatori pertinenti.

La solidità del fumus boni iuris dipende in larga misura dalla qualità del lavoro preparatorio svolto prima del deposito del ricorso. Un ricorso giuridicamente ben costruito e supportato da idonea documentazione ha probabilità significativamente maggiori di essere accolto.

Il Periculum in Mora: il pericolo nel ritardo

Il secondo presupposto — e spesso quello decisivo nella valutazione del giudice — è il periculum in mora: il rischio che il tempo necessario per ottenere una sentenza definitiva provochi un danno grave e irreparabile al diritto del ricorrente.

Non è sufficiente dimostrare che il ritardo comporti un disagio economico o un danno patrimoniale quantificabile. Occorre dimostrare che:

  • il danno sia imminente: concreto e attuale, non meramente ipotetico;
  • il danno sia irreparabile: non suscettibile di essere integralmente riparato con un risarcimento economico al termine del giudizio.

L'irreparabilità del danno è un concetto giuridico preciso. Non basta che il danno sia grave: occorre che il decorso del tempo lo renda impossibile da rimediare. Pensiamo alla perdita di una posizione concorrenziale, alla divulgazione di un segreto industriale, alla distruzione della reputazione aziendale, alla dismissione di beni patrimoniali da parte del debitore.

La giurisprudenza ha nel tempo elaborato criteri abbastanza consolidati per la valutazione del periculum: il giudice valuta la natura del danno, la sua quantificabilità economica, la capacità del ricorrente di sopportarlo, la situazione patrimoniale della controparte e la prospettiva temporale del giudizio di merito.

Il Procedimento: dalla Presentazione del Ricorso alla Decisione

Il procedimento cautelare si articola in fasi ben definite. La conoscenza di ciascuna fase è indispensabile per gestire correttamente il procedimento.

La presentazione del ricorso

Il procedimento si avvia con il deposito di un ricorso — non di un atto di citazione — al giudice competente per la causa di merito. Il ricorso deve contenere l'esposizione dei fatti, l'indicazione del diritto fatto valere, la dimostrazione dei due presupposti e la specifica indicazione della misura cautelare richiesta.

In casi di estrema urgenza è possibile chiedere al giudice di provvedere inaudita altera parte, ovvero senza previamente sentire la controparte. In questo caso il provvedimento viene emesso immediatamente ma è soggetto a successiva conferma dopo l'udienza di comparizione delle parti.

L'udienza e la decisione

Nei casi ordinari il giudice fissa un'udienza in tempi molto rapidi — solitamente entro pochi giorni o settimane dalla presentazione del ricorso — nella quale entrambe le parti possono esporre le proprie ragioni. All'esito dell'udienza il giudice decide con ordinanza, che può accogliere o rigettare il ricorso.

L'ordinanza cautelare è immediatamente esecutiva. Se il ricorso viene accolto, la misura diventa operativa dal momento della sua emissione.

Il giudizio di merito

La misura cautelare ha natura provvisoria. La legge prevede che entro un termine perentorio dalla sua concessione il ricorrente debba instaurare il giudizio di merito — il processo ordinario nel quale il giudice accerterà definitivamente il diritto azionato. Se il giudizio di merito non viene instaurato nel termine previsto, la misura cautelare decade.

I Principali Ambiti di Applicazione

Il procedimento cautelare trova applicazione in numerosi ambiti del diritto civile, commerciale e societario. Di seguito i casi più frequenti nella pratica dei contenziosi tra imprese.

Diritto societario e controversie tra soci

Le controversie interne alle società di capitali rappresentano uno dei terreni di elezione per l'art. 700 c.p.c. La sospensione di delibere assembleari, la tutela dei diritti dei soci di minoranza, la rimozione urgente di un amministratore che sta agendo in conflitto di interessi, la tutela di situazioni che rischiano di pregiudicare irreversibilmente la vita societaria: in tutti questi casi il procedimento cautelare può intervenire prima che il danno diventi irreparabile. Approfondimenti nell'area Diritto commerciale.

Concorrenza sleale e violazione di patti di non concorrenza

Quando un ex dipendente o un concorrente inizia ad agire in violazione di un accordo di non concorrenza o pone in essere atti di concorrenza sleale, ogni giorno di ritardo nell'intervento giudiziale si traduce in un danno concreto: perdita di clienti, erosione della quota di mercato, divulgazione di informazioni riservate. In questi casi il ricorso d'urgenza consente di ottenere rapidamente un ordine inibitorio che blocchi immediatamente il comportamento lesivo.

Proprietà intellettuale e tutela del marchio

La violazione di diritti di proprietà intellettuale — marchi, brevetti, diritti d'autore — è un'area in cui il fattore tempo è decisivo. Ogni giorno in cui la violazione continua produce un danno che si accumula e che spesso non è integralmente riparabile con il solo risarcimento. Le misure cautelari consentono di bloccare rapidamente l'uso non autorizzato del segno distintivo o dell'opera protetta.

Contratti e inadempimento

In presenza di gravi inadempimenti contrattuali che producono effetti irreversibili, il procedimento cautelare può essere utilizzato per ottenere provvedimenti di varia natura: dall'ordine di adempimento all'inibitoria, dalla sospensione di contratti alla tutela di specifiche posizioni contrattuali.

Tutela del credito e sequestro conservativo

Quando sussiste il rischio concreto che il debitore disperda il proprio patrimonio prima che il creditore possa ottenere una sentenza esecutiva, il sequestro conservativo (misura tipica prevista dall'art. 671 c.p.c.) consente di vincolare i beni del debitore in modo da preservare la garanzia patrimoniale.

L'Importanza Decisiva della Preparazione Preliminare

Uno degli errori più comuni — e più costosi — commessi da chi si avvicina al procedimento cautelare per la prima volta è quello di sottovalutare la fase preparatoria. La rapidità della decisione giudiziale è percepita come un vantaggio, ma questa stessa rapidità impone una qualità altissima del lavoro preparatorio.

Il giudice decide spesso sulla base della documentazione prodotta al momento del deposito del ricorso. Non c'è tempo per integrazioni successive, per raccogliere prove che si sono dimenticate di allegare, per ricercare precedenti giurisprudenziali che non si sono trovati in tempo. Tutto deve essere pronto prima del deposito.

Questo significa che prima di depositare un ricorso cautelare è indispensabile:

  • raccogliere e organizzare tutta la documentazione rilevante;
  • ricostruire la vicenda in modo cronologico e giuridicamente corretto;
  • valutare attentamente la sussistenza di entrambi i presupposti;
  • verificare la competenza del giudice adito;
  • individuare con precisione la misura cautelare più adeguata alla fattispecie concreta;
  • anticipare le possibili obiezioni della controparte e prepararsi a rispondervi.

Un ricorso mal preparato, anche in presenza di un diritto fondato e di un periculum evidente, rischia di essere rigettato per carenze formali o probatorie che avrebbero potuto essere facilmente evitate con una più attenta fase preliminare.

Il Reclamo e le Impugnazioni

L'ordinanza cautelare — sia che conceda che rigetti la misura — non è definitiva. Il Codice prevede la possibilità di proporre reclamo al collegio (nel caso di ordinanza emessa da un giudice monocratico) o alla corte d'appello (nel caso di ordinanze del tribunale in composizione collegiale).

Il reclamo deve essere proposto entro quindici giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. Il termine è perentorio: la sua inosservanza determina la definitività del provvedimento.

Anche la fase del reclamo richiede una trattazione tecnica accurata, poiché il collegio riesamina il provvedimento sotto tutti i profili — di merito e di rito — e può modificarlo, confermarlo o riformarlo.

Aspetti Pratici: Tempi, Costi e Strategia

I tempi del procedimento cautelare variano da tribunale a tribunale, ma in linea di massima l'udienza viene fissata entro pochi giorni o settimane dalla presentazione del ricorso. Nei casi di estrema urgenza, il provvedimento inaudita altera parte può essere emesso nelle ore successive al deposito.

Dal punto di vista dei costi, il procedimento cautelare è generalmente meno oneroso del giudizio di merito, ma richiede un investimento professionale significativo nella fase preparatoria. Un ricorso ben istruito può fare la differenza tra ottenere il provvedimento nel giro di giorni o vederlo rigettare e dover ricominciare.

Dal punto di vista strategico, occorre sempre valutare se il ricorso cautelare sia lo strumento più adatto alla situazione concreta o se esistano alternative più efficaci — come la negoziazione assistita, la diffida stragiudiziale o altri strumenti di composizione della controversia. In certi casi, la sola notifica di un ricorso cautelare ben costruito è sufficiente a indurre la controparte a trattare.

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Domande Frequenti sul Procedimento Cautelare

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Domande frequenti sull'argomento

Quanto tempo occorre per ottenere un provvedimento cautelare?

Dipende dal tribunale e dall'urgenza. Nei casi ordinari l'udienza viene fissata entro 15-30 giorni dal deposito del ricorso. In caso di estrema urgenza è possibile ottenere un decreto inaudita altera parte anche nelle ore successive al deposito. Alcuni tribunali delle grandi città hanno tempi più lunghi a causa del carico giudiziario.

Il provvedimento cautelare è definitivo?

No. Il provvedimento cautelare ha natura provvisoria. È strumentale al giudizio di merito, che deve essere instaurato entro il termine perentorio previsto dalla legge (generalmente 20 giorni dall'ordinanza di accoglimento). Se il giudizio di merito non viene avviato, la misura cautelare decade. Il provvedimento può inoltre essere revocato o modificato in caso di mutamento delle circostanze.

Cosa succede se la controparte non rispetta il provvedimento cautelare?

Il mancato rispetto di un provvedimento cautelare costituisce comportamento rilevante sia in sede civile — configurando eventualmente un ulteriore danno risarcibile — che in sede penale, potendo integrare il reato di inottemperanza ai provvedimenti del giudice. È possibile richiedere misure coercitive, come l'applicazione di una penale per ogni giorno di inadempimento (astreinte).

È possibile chiedere una misura cautelare senza instaurare il giudizio di merito?

Le misure cautelari ante causam — richieste prima dell'instaurazione del giudizio di merito — sono ammissibili. In questo caso, dopo la concessione della misura, il ricorrente deve instaurare il giudizio di merito entro il termine stabilito dal giudice o dalla legge, pena la decadenza dalla misura ottenuta.

Quando è applicabile l'art. 700 c.p.c. e quando invece si usa una misura tipica?

L'art. 700 c.p.c. è applicabile solo in via residuale, quando non esiste una misura cautelare tipica adeguata alla situazione concreta. Se il ricorrente ha un credito da tutelare, lo strumento appropriato è il sequestro conservativo (art. 671 c.p.c.), non il ricorso ex art. 700. La scelta della misura più idonea è uno dei compiti fondamentali dell'avvocato nella fase preliminare.

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