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Malasanità: come ottenere il risarcimento del danno e i primi passi da compiere

Malasanità e Sinistri

Avv. Dott. Massimo Leonardi · 2026-07-14 · 7 min di lettura

Malasanità: come ottenere il risarcimento del danno e i primi passi da compiere

Subire un danno a causa di un errore medico è un'esperienza profondamente traumatica. Scopri come tutelare i tuoi diritti, qual è il ruolo della consulenza medico-legale e quali sono i passi fondamentali per ottenere il giusto risarcimento per responsabilità sanitaria in Italia.

Perché è importante agire tempestivamente

Ogni anno, in Italia, migliaia di cittadini subiscono danni a causa di errori medici, diagnosi tardive, interventi chirurgici eseguiti in modo non corretto o omissioni terapeutiche. Non sempre, tuttavia, un esito negativo di una prestazione sanitaria integra automaticamente una responsabilità del medico o della struttura ospedaliera. È fondamentale verificare con la massima attenzione se il danno sia effettivamente riconducibile a una condotta colposa e se sussistano i presupposti previsti dalla giurisprudenza per ottenere il risarcimento.

Negli ultimi anni, la materia è stata profondamente modificata dalla Legge n. 24/2017 (Legge Gelli-Bianco). Questa normativa disciplina la responsabilità sanitaria ponendo particolare attenzione alla prevenzione del contenzioso, senza però comprimere i diritti fondamentali del paziente.

Quando si può parlare di vera e propria malasanità?

Si configura la responsabilità sanitaria quando il paziente subisce un danno conseguente, ad esempio, a:

  • Errore diagnostico o grave ritardo nella diagnosi;
  • Errata terapia farmacologica o riabilitativa;
  • Intervento chirurgico non eseguito secondo le linee guida e le buone pratiche cliniche;
  • Infezioni ospedaliere (nosocomiali) evitabili;
  • Omessa acquisizione del consenso informato chiaro e completo;
  • Errori nella gestione del parto (danni ostetrico-ginecologici);
  • Omissione di controlli e monitoraggi successivi all'intervento.
Ogni caso clinico è unico e deve essere valutato singolarmente.

Il ruolo cruciale della consulenza medico-legale

Prima ancora di intraprendere qualsiasi azione giudiziaria, è essenziale acquisire l'intera documentazione clinica. In particolare, occorre ottenere:

  • Cartella clinica completa;
  • Esami diagnostici e strumentali;
  • Referti e diari clinici;
  • Modulo di consenso informato;
  • Documentazione relativa alle cure successive.

Successivamente, questo materiale deve essere vagliato da un medico-legale qualificato e, se necessario, da uno specialista della specifica branca interessata (ortopedia, chirurgia generale, ecc.). Questa fase preliminare è decisiva perché consente di verificare in modo oggettivo l'esistenza di un errore, il nesso causale tra la condotta e l'evento, l'entità del danno biologico e le reali probabilità di successo dell'azione legale.

L'Accertamento Tecnico Preventivo (ex art. 696-bis c.p.c.)

Nella maggior parte dei casi legati alla responsabilità medica, il percorso legale inizia mediante un procedimento di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite. Il Tribunale nomina un Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) che esamina la documentazione, visita il paziente e tenta una conciliazione tra le parti. Questa fase, introdotta per deflazionare i tribunali, consente molto spesso di raggiungere un accordo risarcitorio evitando le lungaggini di un giudizio ordinario.

Quali danni possono essere effettivamente risarciti?

Se la responsabilità viene accertata, il risarcimento può comprendere diverse voci:

  • Danno biologico: lesione all'integrità psico-fisica;
  • Danno morale: la sofferenza interiore patita;
  • Danno patrimoniale: danno emergente e lucro cessante;
  • Perdita della capacità lavorativa (specifica e generica);
  • Spese mediche già sostenute e documentate;
  • Costi per cure future e riabilitazione;
  • Assistenza permanente in caso di gravi invalidità.
Ogni singola voce di danno deve essere rigorosamente provata e documentata.

L'importanza di una valutazione preliminare

Uno degli errori più frequenti per chi ritiene di essere vittima di malasanità consiste nell'iniziare una causa senza aver prima verificato solidamente la reale sussistenza della responsabilità. Una preventiva analisi incrociata, giuridica e medico-legale, permette invece di comprendere se esistano concrete possibilità di ottenere il risarcimento, proteggendo il paziente da inutili costi e tempi processuali estenuanti.

Conclusioni

La responsabilità sanitaria rappresenta una materia altamente specialistica nella quale le competenze dell'avvocato e del medico-legale devono necessariamente fondersi. Per questo motivo, ogni sospetto caso di malasanità richiede una valutazione approfondita sin dalle fasi iniziali, al fine di individuare la strategia più sicura ed efficace per la tutela dei diritti del paziente.

Argomenti trattati: risarcimento danni malasanità, responsabilità sanitaria, errore medico, Legge Gelli-Bianco, accertamento tecnico preventivo, danno biologico, consulenza medico-legale.

Domande frequenti sull'argomento

Quali sono i primi passi da compiere in caso di sospetta malasanità?

Acquisire l'intera documentazione clinica (cartella clinica, esami, referti, consenso informato) e sottoporla a un medico-legale qualificato prima di avviare qualsiasi azione giudiziaria, così da verificare nesso causale, errore e danno.

Cos'è la Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017)?

È la normativa che disciplina la responsabilità sanitaria in Italia: introduce misure di prevenzione del contenzioso, distingue la responsabilità della struttura (contrattuale) da quella del medico (extracontrattuale) e prevede il ricorso obbligatorio all'ATP ex art. 696-bis c.p.c.

Cos'è l'Accertamento Tecnico Preventivo ex art. 696-bis c.p.c.?

È un procedimento preventivo obbligatorio in materia di responsabilità sanitaria: il Tribunale nomina un CTU che valuta la documentazione, visita il paziente e tenta una conciliazione tra le parti, spesso evitando il giudizio ordinario.

Quali danni possono essere risarciti in caso di malasanità?

Danno biologico, morale, patrimoniale (emergente e lucro cessante), perdita di capacità lavorativa, spese mediche sostenute, costi per cure future e assistenza permanente in caso di gravi invalidità.

Entro quanto tempo bisogna agire per ottenere il risarcimento?

Il termine di prescrizione è di 10 anni per la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e di 5 anni per quella extracontrattuale del singolo medico, decorrenti dal momento in cui il danno si è manifestato.

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