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Calcolo indennità tutele crescenti (D.Lgs. 23/2015)

Diritto del Lavoro

Avv. Dott. Massimo Leonardi · 2026-04-15 · 8 min di lettura

Calcolo indennità tutele crescenti (D.Lgs. 23/2015)

Spiegazione chiara del regime delle "tutele crescenti" previsto dal D.Lgs. 23/2015 e indicazioni pratiche per calcolare l'indennità in caso di impugnazione del licenziamento.

Introduzione

Le "tutele crescenti" disciplinate dal D.Lgs. 23/2015 hanno ridefinito le conseguenze dell'impugnazione del licenziamento per i lavoratori assunti dopo l'entrata in vigore del decreto. Questo articolo illustra il quadro normativo, i criteri pratici per determinare la base di calcolo dell'indennità risarcitoria, i passaggi operativi per quantificare l'importo e alcune indicazioni procedurali utili per chi opera a Milano e in Lombardia.

Quadro normativo di riferimento

Il riferimento normativo principale è il D.Lgs. 23/2015, che ha introdotto il regime delle cosiddette "tutele crescenti" per i rapporti di lavoro instaurati dopo la sua entrata in vigore. Il decreto ha modificato il tradizionale regime delle conseguenze del licenziamento illegittimo previsto dallo Statuto dei Lavoratori (Legge n. 300/1970, in particolare l'art. 18) e dalla disciplina civile applicabile ai rapporti di lavoro subordinato (Codice civile, artt. rilevanti in materia di estinzione del rapporto).

È opportuno ricordare che il tema va valutato anche alla luce della legislazione e della giurisprudenza successive, nonché delle prassi dei tribunali del lavoro: per chi è assistito in ambito milanese sono spesso rilevanti le pronunce del Tribunale di Milano e della Corte d'Appello di Milano, che interpretano i criteri applicabili al caso concreto.

Quando si applicano le tutele crescenti

Ambito soggettivo: quali lavoratori rientrano

Le tutele crescenti si applicano, in linea generale, ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 23/2015, salvo diverse disposizioni transitorie o eccezioni normative. Per stabilire l'applicabilità occorre verificare la data di instaurazione del rapporto di lavoro e la tipologia contrattuale.

Fattispecie dellicenziamento e rimedi disponibili

In caso di licenziamento illegittimo o senza giusta causa/giustificato motivo, il D.Lgs. 23/2015 prevede che il giudice possa adottare rimedi diversi rispetto alla reintegrazione piena ex art. 18 della L. 300/1970 per i rapporti più recenti o in determinate ipotesi: in particolare, spesso il rimedio applicabile consiste in un'indennità risarcitoria, la cui misura è commisurata alla retribuzione e alla durata del rapporto. L'applicazione concreta dipende dalla qualificazione giuridica del licenziamento e dall'interpretazione giurisprudenziale.

Come si determina la base di calcolo dell'indennità

Identificare la retribuzione di riferimento

La base su cui il giudice calcola l'indennità è generalmente la retribuzione globale mensile percepita dal lavoratore. In termini pratici, per "retribuzione globale" si intende la componente fissa e continuativa della retribuzione: salario base, scatti di anzianità, assegni fissi, e la media delle componenti variabili quando rientrano nella normale periodicità (premi, indennità continuative, media degli straordinari quando ricorrenti). La giurisprudenza dei tribunali del lavoro è orientata a considerare tutte le voci retributive di fatto percepite e produttive di diritto.

Per una quantificazione corretta è quindi necessario reperire cedolini, buste paga rappresentative (tipicamente gli ultimi 12 mesi), contratti collettivi applicati e ogni elemento che compone la retribuzione.

Coefficiente e parametro temporale

Il D.Lgs. 23/2015 non contiene una singola "formula matematica" univoca valida per ogni caso: la misura dell'indennità è rimessa al potere discrezionale del giudice, che la quantifica tenendo conto della retribuzione e della durata del rapporto. In pratica, i giudici determinano l'indennità esprimendola in mensilità della retribuzione globale, rapportata agli anni di servizio e alla gravità del vizio del licenziamento.

È quindi importante distinguere tra la determinazione del parametro retributivo (retribuzione globale mensile) e la valutazione della misura (numero di mensilità) che resta, entro certi limiti e in funzione del caso, discrezionale.

Esempio pratico illustrativo (solo a titolo esemplificativo)

Per rendere concreto il metodo di calcolo, consideriamo un esempio ipotetico e semplificato:

  • Retribuzione globale mensile media: € 2.500
  • Anzianità aziendale: 5 anni

Se il giudice, valutati tutti gli elementi, determina un'indennità corrispondente a 6 mensilità della retribuzione globale, il calcolo sarà: 2.500 x 6 = € 15.000 lordi.

Si sottolinea che l'individuazione del numero di mensilità non segue una tabella fissa prevista dal decreto, ma deriva dalla valutazione complessiva del diritto leso e delle circostanze specifiche. L'esempio precedente è meramente illustrativo e non presuppone l'applicabilità della stessa misura nel caso concreto.

Aspetti pratici nella quantificazione: documentazione e oneri probatori

Per ottenere una quantificazione favorevole è fondamentale produrre documentazione completa e coerente:

  • cedolini paga degli ultimi 12 mesi (o più, se utili);
  • contratto collettivo applicato e inquadramento contrattuale;
  • eventuali accordi aziendali, premi e regolamenti interni;
  • comunicazioni del datore di lavoro relativas al licenziamento (lettera di licenziamento, comunicati interni);
  • eventuali valutazioni, note disciplinari o documentazione probatoria che illustra le ragioni del licenziamento.

Il lavoratore che impugna il licenziamento ha l'onere di esposizione dei fatti e delle ragioni per cui ritiene il licenziamento illegittimo; al contempo il datore ha l'onere di provare la giusta causa o il motivo oggettivo/disciplinare che giustifichi la risoluzione.

Transazione, conciliazione e modalità alternative di risoluzione

Spesso le parti tendono a evitare il processo o a chiudere la controversia mediante accordo transattivo. In sede di conciliazione può essere stipulato un accordo che preveda il pagamento di un'indennità negoziata, contenente clausole di rinuncia ad ulteriori azioni e talvolta condizioni di riservatezza.

È prudente farsi assistere da un legale nella valutazione dell'offerta conciliativa: un accordo apparentemente vantaggioso potrebbe essere meno favorevole rispetto all'eventuale esito di un giudizio, soprattutto considerando gli oneri fiscali, previdenziali e le poste soggette a contribuzione.

Aspetti fiscali e contributivi

La composizione dell'indennità (quale voce retributiva o risarcitoria) rileva ai fini fiscali e contributivi. Alcune parti dell'indennità possono essere soggette a contribuzione previdenziale o soggette a tassazione agevolata a seconda della natura del pagamento e delle norme fiscali vigenti. Per la corretta gestione è opportuno consultare un consulente del lavoro o un commercialista, in particolare in presenza di componenti salariali differenziate.

Consigli pratici per lavoratori e datori a Milano

  • Lavoratori: raccogliere tutta la documentazione retributiva e disciplinare, annotare date e fatti rilevanti e rivolgersi tempestivamente a un legale specializzato per valutare l'impugnazione.
  • Datori di lavoro: verificare la regolarità formale e sostanziale del licenziamento, predisporre la documentazione a supporto e valutare la via conciliativa per contenere rischi e costi del contenzioso.

Presso il Tribunale di Milano e gli uffici della Direzione territoriale del lavoro in Lombardia la prassi e l'orientamento delle Corti possono influenzare la strategia processuale: è consigliabile un approccio locale e specialistico.

Approccio strategico nel contenzioso

Nel giudizio il consulente deve predisporre una linea probatoria volta a:

  • dimostrare l'illegittimità o l'eccessiva sproporzione del licenziamento;
  • quantificare correttamente la retribuzione globale mensile;
  • illustrare la durata del rapporto e altre circostanze rilevanti ai fini della determinazione dell'indennità.

Un approccio tecnico e documentale aumenta le possibilità di ottenere una quantificazione adeguata dell'indennità in sede giudiziale o una migliore proposta conciliativa.

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Per assistenza personalizzata su questo tema lo Studio IIILEX di Milano mette a disposizione un Avvocato del lavoro a Milano in grado di analizzare la documentazione, valutare la strategia e quantificare l'indennità nel caso concreto. Il contenuto è informativo e non sostituisce una consulenza personalizzata.

Argomenti trattati: indennità tutele crescenti, tutele crescenti, indennità licenziamento, D.Lgs. 23/2015, calcolo indennità licenziamento, impugnazione licenziamento Milano.

Domande frequenti sull'argomento

Chi beneficia delle tutele crescenti previste dal D.Lgs. 23/2015?

Le tutele crescenti si applicano, in generale, ai lavoratori assunti dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 23/2015. L'applicabilità va però verificata caso per caso in relazione alla data di instaurazione del rapporto e alle eventuali disposizioni transitorie.

Su quale base si calcola l'indennità prevista dalle tutele crescenti?

La base è la retribuzione globale mensile percepita dal lavoratore, comprensiva degli elementi fissi e continuativi e della media delle componenti variabili ricorrenti. Il giudice utilizza tale parametro per determinare il numero di mensilità da liquidare.

Esiste una formula fissa per il calcolo dell'indennità?

No. Il D.Lgs. 23/2015 non prevede una formula matematica unica: la misura dell'indennità è rimessa alla valutazione del giudice, che la quantifica in relazione alla retribuzione e alla durata del rapporto.

Conviene accettare una proposta conciliativa?

Dipende: un'offerta conciliativa può evitare i costi e i tempi del processo, ma è opportuno valutare la congruità dell'importo rispetto all'eventuale risultato giudiziale con l'assistenza di un legale.

Dove posso trovare assistenza a Milano per il calcolo e l'impugnazione?

Lo Studio IIILEX di Milano fornisce assistenza in materia di diritto del lavoro, con professionisti esperti in licenziamenti e tutele crescenti che possono esaminare la documentazione e suggerire la strategia più adeguata.

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