Amministratore di S.r.l.: qual è il modo fiscalmente più efficiente per remunerarlo?

Diritto Tributario

Avv. Dott. Massimo Leonardi · 2026-08-22 · 9 min di lettura

Amministratore di S.r.l.: qual è il modo fiscalmente più efficiente per remunerarlo?

Compenso, TFM, rimborsi spese, fringe benefit e dividendi: gli strumenti per remunerare l'amministratore di S.r.l. e le condizioni da rispettare perché siano efficienti.

Compenso, TFM, rimborsi spese, fringe benefit, welfare e dividendi: gli strumenti per remunerare l'amministratore di S.r.l. e i requisiti da rispettare perché siano davvero efficienti. Guida 2026.

La remunerazione dell'amministratore di una S.r.l. non si esaurisce nel compenso mensile. Compenso deliberato, Trattamento di Fine Mandato (TFM), rimborsi spese documentati, auto aziendale e fringe benefit (soglia 2026: 1.000 euro, elevata a 2.000 euro con figli fiscalmente a carico), welfare e dividendi sono strumenti distinti, con effetti diversi per la società e per la persona fisica. La scelta efficiente si programma durante l'esercizio, valutando l'effetto complessivo società più socio, non a bilancio già chiuso.

Non esiste soltanto il compenso mensile

Nelle piccole e medie imprese italiane la remunerazione dell'amministratore viene spesso determinata senza una vera pianificazione: si fissa un compenso mensile e solo a fine anno si verifica quale sia stato il costo fiscale e contributivo complessivo.

Un approccio più efficiente consiste nel programmare preventivamente la remunerazione, valutando congiuntamente i diversi strumenti disponibili e le loro conseguenze sia per la società sia per la persona fisica. Pianificare non significa eludere le imposte: significa utilizzare correttamente gli strumenti previsti dall'ordinamento, scegliendo quelli più coerenti con la situazione concreta dell'impresa e dell'amministratore.

Il compenso dell'amministratore

Il primo strumento è il compenso per l'attività gestoria. La sua determinazione richiede attenzione sotto un duplice profilo, societario e fiscale.

Sul piano societario, nella S.r.l. la determinazione del compenso spetta a una specifica decisione dei soci: in assenza di una valida deliberazione, la deducibilità del costo può essere contestata in sede di verifica.

Sul piano fiscale, il compenso è deducibile per la società secondo il principio di cassa allargata (art. 95, comma 5, TUIR) ed è tassato in capo all'amministratore come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. c-bis, TUIR), con applicazione dell'IRPEF progressiva a scaglioni.

Vanno inoltre considerati il trattamento previdenziale — l'iscrizione alla Gestione Separata INPS, con aliquota che nel 2026 si colloca intorno al 35% e massimale contributivo superiore a 120.000 euro — e la congruità del compenso rispetto all'attività effettivamente svolta. Il tema si intreccia spesso con quello della doppia contribuzione INPS per soci e amministratori, che va valutato prima di fissare l'importo.

La scelta dell'importo, quindi, non dovrebbe dipendere soltanto dalle esigenze finanziarie personali dell'amministratore.

Il Trattamento di Fine Mandato (TFM)

Uno strumento spesso trascurato dalle PMI è il Trattamento di Fine Mandato: una somma che la società destina all'amministratore al termine del mandato.

Il doppio vantaggio del TFM è chiaro, ma condizionato:

  • per l'amministratore, l'incasso può accedere alla tassazione separata (art. 17, comma 1, lett. c, TUIR), che "blocca" l'aliquota su valori medi storici anziché sommarsi al reddito dell'anno di uscita, spesso già collocato in fascia marginale elevata;
  • per la società, gli accantonamenti sono deducibili per competenza (art. 105, comma 4, TUIR).

Entrambi i benefici dipendono però da un requisito formale rigoroso: il diritto al TFM deve essere formalizzato con un atto avente data certa anteriore all'inizio del mandato (Ris. Agenzia delle Entrate n. 211/E del 22 maggio 2008; in giurisprudenza, tra le pronunce più recenti, Cass. n. 18026/2025).

Se la data certa manca o è successiva alla nomina, la società perde la deducibilità per competenza e l'amministratore la tassazione separata. Non è quindi utile arrivare a fine mandato e tentare solo allora di attribuire retroattivamente il beneficio: il TFM va inserito nella pianificazione fin dall'origine del rapporto.

Rimborsi spese e trasferte

Le spese sostenute dall'amministratore nell'interesse della società — viaggi, trasferte, pernottamenti, pasti — devono essere correttamente documentate e contabilizzate. Quando ne ricorrono i presupposti, il rimborso di una spesa effettivamente sostenuta non va confuso con un maggiore compenso: ha natura e trattamento differenti (art. 51, comma 5, TUIR, applicabile anche ai rapporti di collaborazione).

Va segnalata una novità operativa rilevante: dal 2025 i rimborsi analitici delle spese di trasferta (vitto, alloggio, viaggio, trasporto) beneficiano dell'esenzione solo se i relativi pagamenti sono avvenuti con mezzi tracciabili. La documentazione assume quindi un'importanza ancora maggiore rispetto al passato, ed è opportuno adeguare per tempo le procedure interne di rimborso.

Auto aziendale e fringe benefit

Anche l'utilizzo dell'autovettura aziendale può entrare nella pianificazione. La convenienza dipende da più fattori: modalità di utilizzo, caratteristiche del veicolo, soggetto utilizzatore, deducibilità dei costi in capo alla società e trattamento del benefit in capo alla persona fisica.

Per l'uso promiscuo il valore imponibile si determina in via convenzionale sulla base delle tariffe ACI, con riferimento a una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui. Per le auto di nuova immatricolazione le percentuali applicabili sono legate all'alimentazione, con trattamento più favorevole per le ibride plug-in e per le elettriche. Il valore così determinato rientra nella soglia dei fringe benefit.

Welfare aziendale: attenzione alle differenze

Il welfare è uno strumento efficace nella gestione del costo del lavoro, ma occorre evitare generalizzazioni.

Per il triennio 2025-2027 (L. 207/2024) la soglia di esenzione dei fringe benefit è di 1.000 euro, elevata a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico. Vale la regola della franchigia che salta: superata la soglia anche di un solo euro, l'intero importo diventa imponibile.

Il punto più delicato è però un altro: le agevolazioni previste per i dipendenti non si trasferiscono automaticamente agli amministratori. Diversi benefit dell'art. 51, comma 2, TUIR richiedono l'offerta "alla generalità o a categorie di dipendenti", condizione che l'amministratore collaboratore non sempre soddisfa.

È quindi necessario distinguere la posizione dell'amministratore da quella del lavoratore subordinato e verificare, per ciascun beneficio, il corretto trattamento fiscale e contributivo.

Compenso o dividendi?

Il confronto tra compenso dell'amministratore e distribuzione degli utili è ricorrente, ma i due strumenti hanno natura completamente diversa: il compenso remunera l'attività svolta, il dividendo remunera il capitale investito dal socio.

| Profilo | Compenso amministratore | Dividendo al socio | |---|---|---| | Natura | Remunera l'attività gestoria | Remunera il capitale investito | | Deducibilità per la società | Sì (art. 95, co. 5, TUIR — per cassa) | No (utile già tassato IRES 24%) | | Imposizione personale | IRPEF progressiva (reddito assimilato) | Ritenuta secca 26% | | Contributi | INPS Gestione Separata | Nessun contributo | | Momento del pagamento | Durante l'esercizio | Dopo approvazione del bilancio e dell'utile |

Per il socio amministratore la scelta non dovrebbe ridursi alla domanda "quale aliquota è più bassa": occorre valutare l'effetto complessivo società più persona fisica, considerando anche il fabbisogno di cassa e la posizione previdenziale.

Gli strumenti a confronto

| Strumento | Riferimento | Vantaggio | Condizione critica | |---|---|---|---| | Compenso | art. 95, co. 5, TUIR | Deducibile per la società | Decisione dei soci e congruità | | TFM | art. 105, co. 4 e art. 17 TUIR | Tassazione separata e deducibilità per competenza | Atto a data certa anteriore all'inizio del mandato | | Rimborsi spese | art. 51, co. 5, TUIR | Non costituisce compenso | Documentazione e pagamenti tracciabili | | Auto e fringe benefit | art. 51, co. 3-4, TUIR | Retribuzione in natura agevolata | Entro la soglia di 1.000 / 2.000 euro | | Welfare | art. 51, co. 2, TUIR | Esenzione mirata | Non tutti i benefit spettano agli amministratori | | Dividendi | — | Nessun contributo previdenziale | Utile già tassato IRES; non deducibile |

La pianificazione va fatta prima della chiusura dell'esercizio

È l'aspetto più importante e quello più frequentemente trascurato. La pianificazione non dovrebbe iniziare quando il bilancio è già chiuso e le decisioni economiche sono state ormai assunte.

Durante l'esercizio è invece possibile valutare tempestivamente compensi, TFM, rimborsi, benefit, politiche di welfare, distribuzione degli utili e struttura finanziaria. In questo modo la fiscalità diventa parte della gestione aziendale e non semplicemente il risultato finale da pagare.

Lo stesso principio vale per la pianificazione fiscale d'impresa nel suo complesso e per la corretta redazione e deposito del bilancio d'esercizio, che dà evidenza contabile alle scelte assunte.

Checklist operativa

Prima della chiusura dell'esercizio è opportuno verificare:

  • l'esistenza di una valida decisione dei soci che determini il compenso dell'amministratore;
  • la congruità del compenso rispetto all'attività effettivamente svolta;
  • la presenza di un atto a data certa anteriore all'inizio del mandato per il TFM;
  • la corretta documentazione dei rimborsi spese e la tracciabilità dei pagamenti;
  • il monitoraggio del valore dei fringe benefit rispetto alla soglia di 1.000 / 2.000 euro;
  • la verifica, benefit per benefit, dell'applicabilità delle agevolazioni welfare all'amministratore;
  • la posizione contributiva presso la Gestione Separata INPS e le eventuali sovrapposizioni;
  • la simulazione dell'effetto complessivo società più persona fisica delle diverse combinazioni.

Conclusioni

Compenso, TFM, rimborsi, benefit e dividendi non sono voci isolate: sono strumenti differenti da coordinare all'interno di una strategia fiscale e societaria complessiva. Una corretta pianificazione effettuata durante l'esercizio può essere molto più efficace di qualsiasi intervento tentato quando il bilancio è ormai chiuso.

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Domande frequenti sull'argomento

Il compenso dell'amministratore è sempre deducibile per la S.r.l.?

No. La deducibilità per cassa allargata (art. 95, comma 5, TUIR) presuppone una valida decisione dei soci che determini il compenso e la sua congruità rispetto all'attività svolta. In assenza di una delibera regolare il costo può essere contestato in sede di verifica.

Come si ottiene la tassazione separata sul TFM?

Il diritto al Trattamento di Fine Mandato deve risultare da un atto avente data certa anteriore all'inizio del mandato. Solo a questa condizione l'amministratore accede alla tassazione separata (art. 17, comma 1, lett. c, TUIR) e la società alla deducibilità per competenza degli accantonamenti (art. 105, comma 4, TUIR).

I fringe benefit valgono anche per l'amministratore?

Solo in parte. La soglia di esenzione 2026, pari a 1.000 euro ed elevata a 2.000 euro con figli fiscalmente a carico, si applica anche ai redditi assimilati. Diversi benefit welfare dell'art. 51, comma 2, TUIR richiedono però l'offerta alla generalità o a categorie di dipendenti e non si estendono automaticamente all'amministratore.

È più conveniente il compenso o il dividendo per il socio amministratore?

Dipende dal caso concreto. Il compenso è deducibile per la società ma sconta IRPEF progressiva e contributi alla Gestione Separata; il dividendo non è deducibile perché l'utile è già tassato ai fini IRES, ma sconta solo la ritenuta del 26% e nessun contributo. La valutazione corretta considera l'effetto complessivo società più persona fisica.

Quando va pianificata la remunerazione dell'amministratore?

Durante l'esercizio, non a bilancio già chiuso. È in corso d'anno che si possono strutturare in modo coordinato TFM, compensi, rimborsi, benefit e distribuzione degli utili. A esercizio concluso il margine di intervento è sensibilmente ridotto.

I rimborsi spese dell'amministratore sono tassati?

Il rimborso di una spesa effettivamente sostenuta nell'interesse della società e correttamente documentata non costituisce compenso (art. 51, comma 5, TUIR). Dal 2025, però, i rimborsi analitici delle spese di trasferta per vitto, alloggio, viaggio e trasporto beneficiano dell'esenzione solo se i pagamenti sono stati effettuati con mezzi tracciabili.