Diritto Penale · Diritto Penale · Diritto Penale d'Impresa
Il D.Lgs. 231/2001 introduce una responsabilità amministrativa a carico delle società per reati commessi nel loro interesse o vantaggio da amministratori, dirigenti o dipendenti. Le sanzioni comprendono multe pecuniarie fino a oltre 1,5 milioni di euro e misure interdittive (interdizione dall'attività, sospensione di licenze, esclusione da finanziamenti pubblici). L'adozione di un modello organizzativo idoneo, unita a un organismo di vigilanza effettivo, può escludere o attenuare la responsabilità. Lo Studio IIILEX assiste le imprese sia nella compliance preventiva sia nella difesa nei procedimenti già avviati.
La responsabilità sorge quando un reato presupposto (elencato tassativamente dal decreto: reati societari, corruzione, riciclaggio, reati tributari, omicidio colposo per violazione delle norme sulla sicurezza, reati informatici, tra gli altri) è commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente da soggetti apicali o sottoposti alla loro direzione.
L'ente risponde salvo dimostri di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, un modello di organizzazione e gestione idoneo a prevenire reati della specie verificatasi, e che vi sia stata un'elusione fraudolenta del modello da parte dell'autore materiale.
False comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.), corruzione tra privati e, dal 2020, i principali reati tributari (dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture false) sono reati presupposto: espongono la società a sanzioni anche quando il vantaggio economico ricade solo indirettamente sull'ente.
Interdizione dall'esercizio dell'attività, sospensione o revoca di autorizzazioni, divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, esclusione da agevolazioni e finanziamenti, divieto di pubblicizzare beni o servizi: misure che possono paralizzare l'attività d'impresa anche in via cautelare.
Il modello organizzativo deve individuare le attività a rischio reato, prevedere protocolli specifici per la formazione e attuazione delle decisioni, individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee a impedire la commissione dei reati e prevedere un sistema disciplinare interno.
L'organismo di vigilanza (OdV), dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, deve vigilare sull'osservanza del modello e sul suo aggiornamento periodico. Un OdV formale ma inattivo non esclude la responsabilità dell'ente: la giurisprudenza richiede vigilanza effettiva e documentata.
Il procedimento si svolge, salve specificità, secondo le regole del codice di procedura penale, con la società rappresentata da un legale rappresentante non coinvolto nei fatti e da un difensore. L'ente può essere destinatario di misure cautelari interdittive già in fase di indagine, con possibilità di riesame.
La difesa dell'ente si concentra sulla dimostrazione dell'idoneità del modello, sull'assenza dell'interesse o vantaggio per la società e sull'elusione fraudolenta del modello da parte dell'autore del reato.
Un modello organizzativo efficace richiede aggiornamento costante in relazione a modifiche normative, nuove attività aziendali e mappatura dinamica dei rischi. La mera adozione formale, senza attuazione concreta, non è sufficiente a escludere la responsabilità.
Lo Studio IIILEX supporta le imprese nella redazione, revisione e implementazione dei modelli 231, nella nomina e formazione dell'organismo di vigilanza e nella difesa nei procedimenti giudiziari.