Diritto Penale · Diritto Penale · Reati contro il Patrimonio
Il riciclaggio (art. 648-bis c.p.) punisce chi sostituisce, trasferisce o compie operazioni su denaro, beni o altre utilità di provenienza delittuosa, ostacolandone l'identificazione. L'autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.) estende la punibilità a chi ha commesso il reato presupposto e reimpiega in attività economiche o finanziarie i relativi proventi. Pene fino a 12 anni di reclusione, spesso accompagnate da sequestro preventivo e confisca per equivalente. Lo Studio IIILEX difende imprenditori e professionisti coinvolti in indagini per operazioni finanziarie sospette.
Il riciclaggio richiede un reato presupposto non colposo (frode fiscale, corruzione, truffa, bancarotta) da cui derivino denaro o beni, e una condotta successiva di sostituzione, trasferimento o altra operazione idonea a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita. Il soggetto attivo deve essere estraneo al reato presupposto: chi lo ha commesso risponde invece di autoriciclaggio.
La pena base è la reclusione da 4 a 12 anni, aumentata se il fatto è commesso nell'esercizio di attività professionale o bancaria. Sono previste circostanze attenuanti per i fatti di lieve entità.
L'art. 648-ter.1 c.p. punisce chi, avendo commesso il reato presupposto, reimpiega i proventi in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, in modo da ostacolarne concretamente l'identificazione. La norma esclude la punibilità per la semplice utilizzazione o godimento personale del bene.
È frequente il concorso tra reati tributari (dichiarazione fraudolenta, occultamento di scritture) e autoriciclaggio, quando i proventi dell'evasione vengono reinvestiti in nuove società o immobili. La difesa deve valutare con cura la sussistenza dell'effettiva capacità dissimulatoria dell'operazione contestata.
Dal 2015 anche i reati tributari (dichiarazione fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte) possono costituire reato presupposto dell'autoriciclaggio, ampliando notevolmente il perimetro di rischio per imprenditori e professionisti.
Le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) alla UIF, previste dal D.Lgs. 231/2007, sono spesso l'innesco delle indagini. Un'operazione anomala non implica automaticamente il reato, ma richiede un'attenta ricostruzione difensiva della causale economica.
Nei procedimenti per riciclaggio è frequente il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, su beni e disponibilità finanziarie di valore corrispondente al provento contestato. Il sequestro può colpire anche beni intestati a terzi o società riconducibili all'indagato.
La difesa può proporre istanza di riesame entro 10 giorni, contestando il fumus del reato presupposto o la sproporzione tra il sequestro disposto e il provento effettivamente ricollegabile alla condotta.
Il riciclaggio e l'autoriciclaggio sono reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/2001, con sanzioni pecuniarie e interdittive a carico della società. L'adozione di un modello organizzativo idoneo può escludere o attenuare tale responsabilità.
Lo Studio IIILEX assiste le imprese nella predisposizione di presidi di compliance antiriciclaggio e nella difesa, sia individuale sia dell'ente, nei procedimenti penali già instaurati.