Diritto Commerciale e Societario · Crisi d'impresa e insolvenza (CCII)
Il Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) offre strumenti graduati per gestire la crisi preservando, dove possibile, la continuità aziendale. La scelta dipende dalla gravità dello squilibrio e dalla disponibilità dei creditori. La doppia competenza consente di impostare il piano sui numeri.
Questa sezione raccoglie 7 approfondimenti. Ogni pagina spiega l'istituto, i profili rilevanti, l'impostazione dello Studio e le domande più frequenti.
La composizione negoziata (artt. 12 ss. CCII) è un percorso volontario e riservato in cui l'imprenditore, assistito da un esperto indipendente nominato tramite piattaforma telematica, negozia con i creditori per il risanamento, mantenendo la gestione dell'impresa e potendo chiedere misure protettive del patrimonio.
Il concordato preventivo consente di regolare la crisi con una proposta ai creditori — in continuità aziendale (diretta o indiretta) o liquidatoria — soggetta al voto dei creditori, suddivisi in classi, e all'omologazione del tribunale.
Il concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio è accessibile all'esito negativo della composizione negoziata. È uno strumento liquidatorio che non prevede il voto dei creditori, ma un rigoroso controllo del tribunale in sede di omologazione a tutela della loro convenienza.
Gli accordi di ristrutturazione dei debiti si fondano sull'adesione di una quota qualificata dei creditori e sull'omologazione del tribunale. Il CCII prevede varianti agevolate (con soglia di adesione ridotta) ed estese (con efficacia verso creditori non aderenti di determinate categorie).
Il piano attestato di risanamento è uno strumento stragiudiziale con cui l'imprenditore in crisi programma il riequilibrio della situazione finanziaria. Un professionista indipendente ne attesta la veridicità dei dati e la fattibilità; gli atti e i pagamenti eseguiti in esecuzione del piano godono di una specifica protezione.
La liquidazione giudiziale ha sostituito il fallimento: è la procedura concorsuale liquidatoria applicabile all'imprenditore commerciale insolvente sopra le soglie di legge. Comporta lo spossessamento dei beni, la nomina del curatore e la ripartizione dell'attivo tra i creditori secondo l'ordine delle cause di prelazione.
Le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento consentono a consumatori, professionisti e piccoli imprenditori non assoggettabili alla liquidazione giudiziale di regolare i debiti: ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata, fino all'esdebitazione, anche del debitore incapiente.
Gli strumenti del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019) vanno scelti in base al grado di difficoltà dell'impresa: prima si interviene, più strumenti restano disponibili. Lo Studio analizza situazione finanziaria, piano e posizione dei creditori prima di indicare la procedura.
Il fallimento è oggi denominato liquidazione giudiziale: lo Studio assiste sia l'impresa in crisi sia creditori, amministratori e soci coinvolti nella procedura.