Diritto Penale · Reati contro il patrimonio
I reati contro il patrimonio spaziano dalle condotte fraudolente (truffa, appropriazione indebita) a quelle violente (estorsione). Molti sono procedibili a querela dopo la Riforma Cartabia: la tempestività della querela è decisiva. Lo Studio assiste indagati e persone offese.
Il cluster raccoglie 5 approfondimenti dedicati: ogni pagina espone la fattispecie, gli elementi costitutivi, le soglie e le pene, l'impostazione difensiva dello Studio e le domande più frequenti.
La truffa (art. 640 c.p.) punisce chi, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. Nell'ipotesi base è procedibile a querela; è punita più gravemente e d'ufficio in casi qualificati (es. danno alla P.A.).
L'appropriazione indebita (art. 646 c.p.) punisce chi si appropria di denaro o di una cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso. È procedibile a querela nell'ipotesi ordinaria.
L'estorsione (art. 629 c.p.) punisce chi, con violenza o minaccia, costringe taluno a fare od omettere qualcosa, procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. È procedibile d'ufficio e punita con la reclusione da 5 a 10 anni.
L'usura (art. 644 c.p.) punisce chi si fa dare o promettere, in corrispettivo di una prestazione di denaro o altra utilità, interessi o vantaggi usurari. È procedibile d'ufficio e punita con la reclusione da 2 a 10 anni.
L'insolvenza fraudolenta (art. 641 c.p.) punisce chi, dissimulando il proprio stato d'insolvenza, contrae un'obbligazione con il proposito di non adempierla. È procedibile a querela e presuppone che l'obbligazione non venga adempiuta.
Nei reati contro il patrimonio la difesa si gioca sulla ricostruzione documentale del rapporto economico sottostante: contratti, pagamenti, scritture e comunicazioni tra le parti. Molte contestazioni nascono da vicende civilistiche degenerate, dove la linea tra inadempimento e rilievo penale va dimostrata atto per atto.
Lo Studio assiste sia la persona indagata sia la persona offesa, con mandati distinti: per la vittima querela, sequestro conservativo e costituzione di parte civile; per l'indagato l'analisi dell'elemento soggettivo, del danno e delle possibilità di definizione, anche attraverso la riparazione del pregiudizio prevista dall'art. 62 n. 6 c.p.