Diritto Penale · Reati contro il patrimonio

Estorsione (art. 629 c.p.)

L'estorsione (art. 629 c.p.) punisce chi, con violenza o minaccia, costringe taluno a fare od omettere qualcosa, procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. È procedibile d'ufficio e punita con la reclusione da 5 a 10 anni.

Che cos'è

Il reato si distingue dalla violenza privata per l'ingiusto profitto con altrui danno, e dalla rapina per la costrizione a un atto di disposizione (anziché la sottrazione diretta). La minaccia può essere anche implicita o ambientale.

Elementi costitutivi

  • Violenza o minaccia
  • Costrizione a fare od omettere
  • Ingiusto profitto con altrui danno
  • Dolo.

La difesa dello Studio

La difesa verifica l'effettiva costrizione e l'ingiustizia del profitto, distinguendo l'estorsione dall'esercizio arbitrario delle proprie ragioni (quando si agisce per un diritto realmente esistente, con modalità però illecite). Per la vittima si cura la denuncia e la protezione.

Domande frequenti

Che differenza c'è con l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni?

Nell'esercizio arbitrario si agisce per un diritto realmente esistente; nell'estorsione il profitto è ingiusto.

È procedibile a querela?

No: l'estorsione è procedibile d'ufficio.

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