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Risarcimento del Danno da Malasanità: come ottenerlo

Il risarcimento del danno da malasanità spetta al paziente (o ai familiari, in caso di decesso) quando un errore diagnostico, terapeutico o organizzativo di un medico o di una struttura sanitaria causa un danno alla salute. La responsabilità della struttura è contrattuale (art. 1218 c.c.), quella del medico dipendente è extracontrattuale (art. 2043 c.c.), salvo assunzione di un'obbligazione diretta, ai sensi della L. 24/2017 Gelli-Bianco. Lo Studio IIILEX raccoglie la documentazione clinica, promuove la mediazione obbligatoria e, se necessario, avvia CTU medico-legale e giudizio per la liquidazione del danno secondo le tabelle di Milano.

Quando si configura la malasanità

Si parla di malasanità quando la condotta sanitaria si discosta dalle linee guida e dalle buone pratiche clinico-assistenziali accreditate (art. 5 L. 24/2017), causando un peggioramento delle condizioni di salute del paziente rispetto all'evoluzione naturale della patologia. Gli errori più frequenti riguardano diagnosi tardive o omesse, errori chirurgici, infezioni ospedaliere, errata gestione del parto e somministrazione errata di farmaci.

Non ogni esito infausto costituisce malasanità: occorre dimostrare che il danno non si sarebbe verificato, o si sarebbe verificato in misura minore, con una condotta sanitaria diligente. È questo il nucleo della valutazione medico-legale che accompagna ogni pratica risarcitoria.

Responsabilità della struttura e del medico

La struttura sanitaria, pubblica o privata, risponde ex art. 1218 c.c. per inadempimento del contratto di spedalità: il paziente deve provare il contratto (o il contatto sociale) e l'aggravamento, mentre la struttura deve dimostrare di aver adempiuto correttamente o che l'inadempimento non è imputabile.

Il medico dipendente risponde invece ex art. 2043 c.c., a titolo extracontrattuale, salvo che abbia assunto un'obbligazione diretta col paziente: in tal caso l'onere della prova a carico del paziente è più gravoso, dovendo dimostrare anche la colpa del sanitario.

Onere della prova nella responsabilità contrattuale

Il paziente deve provare l'esistenza del rapporto di cura e l'aggravamento della patologia o l'insorgenza di nuove patologie; spetta alla struttura dimostrare che la prestazione è stata eseguita correttamente secondo le linee guida applicabili al caso concreto.

Il nesso di causalità

Va accertato secondo il criterio del 'più probabile che non': occorre dimostrare che, con una condotta diligente, l'evento dannoso non si sarebbe verificato o si sarebbe verificato con conseguenze meno gravi per il paziente.

La procedura: dalla richiesta stragiudiziale alla causa

Prima di agire in giudizio è obbligatorio esperire l'accertamento tecnico preventivo ex art. 8 L. 24/2017 o la mediazione civile: la struttura e la propria compagnia assicurativa devono partecipare al procedimento, pena conseguenze processuali sulle spese. In questa fase è spesso possibile raggiungere un accordo transattivo supportato da una prima valutazione medico-legale.

In assenza di accordo si procede con citazione in giudizio, affidando al CTU nominato dal Tribunale l'accertamento del nesso causale e la quantificazione del danno biologico, morale ed esistenziale, oltre al danno patrimoniale da spese mediche e perdita di reddito.

Voci di danno risarcibili

Il danno risarcibile comprende il danno biologico (lesione permanente o temporanea liquidata secondo le tabelle di Milano), il danno morale, il danno da perdita del rapporto parentale in caso di decesso, il danno patrimoniale per spese mediche, assistenza e perdita di capacità lavorativa.

Lo Studio IIILEX cura la quantificazione integrale del danno, evitando che liquidazioni parziali o affrettate da parte delle compagnie assicurative penalizzino il paziente o i suoi familiari.

Tempistiche e costi

  • Prescrizione: 10 anni verso la struttura (contrattuale), 5 anni verso il medico (extracontrattuale).
  • Fase stragiudiziale obbligatoria (ATP o mediazione): 6-10 mesi circa prima del giudizio.
  • Prima consulenza: analisi cartella clinica e parere preliminare in 2-3 settimane.
  • Costo consulenza: €320 IVA inclusa, 60 minuti in studio a Milano, in videocall o per telefono.

Normativa di riferimento

  • L. 24/2017 (Gelli-Bianco, responsabilità sanitaria)
  • Art. 1218 c.c. (responsabilità contrattuale struttura)
  • Art. 2043 c.c. (responsabilità extracontrattuale medico)
  • Tabelle Tribunale di Milano (liquidazione danno biologico)

Domande frequenti

Cosa serve per dimostrare la malasanità?

Servono la cartella clinica completa, referti e una valutazione medico-legale che dimostri lo scostamento dalle linee guida e il nesso causale con il danno subito. Lo Studio raccoglie la documentazione e affida il caso a un consulente medico-legale.

Chi paga il risarcimento: il medico o l'ospedale?

In genere risponde la struttura sanitaria, che ha una copertura assicurativa obbligatoria ex L. 24/2017. Il medico può essere chiamato in causa separatamente se ha agito con dolo o colpa grave, nei limiti dell'azione di rivalsa.

Quanto tempo ho per agire per malasanità?

10 anni dal fatto per la responsabilità contrattuale verso la struttura, 5 anni per l'azione extracontrattuale verso il medico. È fondamentale non attendere, perché la ricostruzione documentale diventa più difficile col passare del tempo.

Serve la mediazione prima di fare causa?

Sì, per le controversie di responsabilità sanitaria è obbligatorio esperire l'accertamento tecnico preventivo o la mediazione prima del giudizio, con la partecipazione di struttura e assicurazione, pena conseguenze sulle spese processuali.

Quanto vale un risarcimento per malasanità?

Dipende dalla gravità del danno biologico, quantificato in punti percentuali di invalidità secondo le tabelle di Milano, oltre a danno morale, patrimoniale e da perdita parentale. Ogni caso richiede una valutazione medico-legale specifica.

Posso agire anche se la struttura è pubblica?

Sì, le aziende ospedaliere pubbliche rispondono con le medesime regole di responsabilità contrattuale previste per le strutture private, e sono tenute alla medesima copertura assicurativa obbligatoria prevista dalla L. 24/2017.

Quanto costa avviare una pratica di risarcimento?

La prima consulenza per analizzare la documentazione clinica e valutare le prospettive del caso costa €320 IVA inclusa. Il compenso per l'assistenza successiva viene concordato per iscritto in base alla complessità della pratica.

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Contatti Studio Legale IIILEX

Corso di Porta Vittoria 28, 20122 Milano (MI) · Tel. +39 02 5456268 · Email mleonardi@3lex.net

Prima consulenza €320 IVA inclusa (60 minuti). Prenota online oppure consulta le aree di competenza.