Diritto Penale · Reati contro la persona

Omicidio colposo (art. 589 c.p.)

L'omicidio colposo (art. 589 c.p.) punisce chi cagiona per colpa la morte di una persona, cioè per negligenza, imprudenza, imperizia o inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline. Ricorre tipicamente in ambito stradale, sanitario e della sicurezza sul lavoro.

Che cos'è

Il reato si fonda sulla violazione di una regola cautelare che aveva la funzione di prevenire proprio l'evento verificatosi. Manca la volontà di uccidere: la morte è conseguenza non voluta di una condotta colposa. Le ipotesi aggravate riguardano la violazione di norme sulla sicurezza del lavoro o sulla circolazione (quest'ultima oggi assorbita nell'omicidio stradale).

Elementi costitutivi

  • Condotta colposa (violazione di una regola cautelare)
  • Evento morte
  • Nesso causale tra condotta ed evento
  • Prevedibilità ed evitabilità dell'evento.

La difesa dello Studio

La difesa si concentra sull'accertamento del nesso causale e sull'effettiva prevedibilità ed evitabilità dell'evento, con consulenze tecniche di parte (medico-legali, ingegneristiche, infortunistiche). Rilevano il comportamento della vittima e di terzi, il rispetto delle regole cautelari e l'eventuale interruzione del nesso causale. Per la persona offesa e i congiunti si cura la costituzione di parte civile e la quantificazione del danno.

Domande frequenti

Che differenza c'è con l'omicidio volontario?

Nell'omicidio colposo manca la volontà di uccidere: la morte deriva da una condotta imprudente o negligente, non da un'azione diretta a causarla.

Il risarcimento incide sul processo?

Il risarcimento del danno può rilevare come attenuante e nella dinamica processuale, pur non estinguendo il reato.

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