Diritto Tributario · IVA e frodi fiscali
Le contestazioni IVA più insidiose riguardano le operazioni inesistenti e le frodi carosello: la difesa ruota attorno alla prova della buona fede dell'acquirente e della realtà delle operazioni.
Questa sezione raccoglie 3 approfondimenti. Ogni pagina spiega l'istituto, i passaggi o i vizi rilevanti, l'impostazione difensiva dello Studio e le domande più frequenti.
Nelle frodi carosello l'Agenzia contesta l'indetraibilità dell'IVA per operazioni soggettivamente inesistenti, realizzate tramite società "cartiere". La difesa dimostra la buona fede e la diligenza dell'acquirente, che non sapeva né poteva sapere di partecipare a una frode.
Le operazioni inesistenti — oggettive (mai avvenute) o soggettive (avvenute tra soggetti diversi da quelli fatturati) — determinano l'indetraibilità dell'IVA e l'indeducibilità dei costi correlati, con riparto dell'onere della prova tra Agenzia e contribuente.
Il reverse charge (inversione contabile) e lo split payment (scissione dei pagamenti) spostano gli obblighi di versamento dell'IVA. Gli errori applicativi generano contestazioni e sanzioni, spesso sproporzionate rispetto alla neutralità dell'imposta.
Nelle contestazioni IVA su operazioni inesistenti o frodi carosello la difesa ruota attorno alla prova della realtà delle operazioni e della buona fede dell'acquirente. Lo Studio raccoglie documenti di trasporto, contratti, pagamenti e verifiche svolte sui fornitori.
Le stesse contestazioni possono avere rilievo penale: per questo il fronte tributario e quello penale vengono gestiti in modo coordinato.