Diritto Tributario · Accertamenti e atti dell'Agenzia delle Entrate
Il cluster raggruppa gli atti con cui l'Agenzia rettifica la posizione del contribuente. La difesa parte dalla qualificazione dell'atto (autonomamente impugnabile ex art. 19 D.Lgs. 546/1992) e dal calcolo esatto del termine di impugnazione.
Questa sezione raccoglie 6 approfondimenti. Ogni pagina spiega l'istituto, i passaggi o i vizi rilevanti, l'impostazione difensiva dello Studio e le domande più frequenti.
L'avviso di accertamento è l'atto con cui l'Agenzia rettifica la dichiarazione e determina maggiori imposte, sanzioni e interessi. Si impugna entro 60 giorni dalla notifica, salvo l'attivazione di strumenti deflativi come l'accertamento con adesione.
L'accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997) è una procedura in contraddittorio con l'ufficio per ridefinire la pretesa fiscale. L'istanza sospende per 90 giorni il termine di impugnazione e consente la riduzione delle sanzioni a un terzo del minimo, con rateizzazione.
L'avviso bonario (comunicazione di irregolarità) segnala gli esiti del controllo automatizzato (art. 36-bis d.P.R. 600/1973) o formale (art. 36-ter) della dichiarazione. Il pagamento o la definizione nei termini consentono una sanzione ridotta rispetto all'iscrizione a ruolo.
L'accertamento sintetico determina il reddito complessivo delle persone fisiche in base alle spese sostenute e alla capacità di spesa manifestata; il contribuente può fornire prova contraria dimostrando la provenienza non reddituale delle somme utilizzate.
L'accertamento induttivo "puro" ricostruisce redditi e volume d'affari su base presuntiva quando la contabilità è inattendibile o assente; l'analitico-induttivo integra una contabilità nel complesso attendibile con presunzioni gravi, precise e concordanti.
L'art. 6-bis dello Statuto del contribuente (L. 212/2000) riconosce in via generale il diritto del contribuente a presentare osservazioni prima dell'emissione dell'atto impositivo. La violazione del contraddittorio, ove obbligatorio, è un vizio dell'atto da far valere nel ricorso.
Davanti a un atto dell'Agenzia delle Entrate lo Studio qualifica l'atto, calcola il termine utile e verifica se il contraddittorio preventivo è stato correttamente attivato. La scelta tra adesione, autotutela e ricorso si fa dopo avere letto la motivazione e confrontato la ricostruzione dell'ufficio con la documentazione del contribuente.
Nelle rettifiche fondate su presunzioni la difesa si costruisce sulla prova contraria documentale: flussi finanziari, contabilità, contratti e giustificazione delle spese.