Diritto Tributario · IVA e frodi fiscali

Reverse charge e split payment: contenzioso

Il reverse charge (inversione contabile) e lo split payment (scissione dei pagamenti) spostano gli obblighi di versamento dell'IVA. Gli errori applicativi generano contestazioni e sanzioni, spesso sproporzionate rispetto alla neutralità dell'imposta.

Che cos'è

Nel reverse charge l'obbligo di assolvere l'IVA è posto a carico del cessionario/committente; nello split payment l'IVA è versata direttamente dall'ente pubblico committente. L'errata applicazione (regime sbagliato, mancata integrazione della fattura) è frequente e sanzionata, ma la giurisprudenza valorizza la neutralità dell'imposta.

La difesa

  • Verifica del regime IVA corretto per l'operazione
  • Principio di neutralità e assenza di danno erariale
  • Proporzionalità della sanzione
  • Regolarizzazione e ravvedimento.

La difesa dello Studio

Lo Studio verifica il corretto regime applicabile e contesta le sanzioni sproporzionate quando l'IVA è stata comunque assolta e non vi è danno per l'Erario, valorizzando il principio di neutralità.

Domande frequenti

Un errore nel reverse charge comporta la perdita dell'IVA?

Di regola no, se l'imposta è stata comunque assolta: rileva il principio di neutralità; possono però applicarsi sanzioni.

Le sanzioni sono sempre dovute?

Vanno verificate proporzionalità ed effettivo danno erariale; spesso sono contestabili.

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