Diritto Penale · Reati contro la Pubblica Amministrazione
I reati contro la P.A. coinvolgono pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio e privati. Sono spesso reati presupposto della responsabilità 231 degli enti. La difesa richiede rigore nella ricostruzione dei rapporti con l'amministrazione.
Il cluster raccoglie 5 approfondimenti dedicati: ogni pagina espone la fattispecie, gli elementi costitutivi, le soglie e le pene, l'impostazione difensiva dello Studio e le domande più frequenti.
Le fattispecie corruttive (artt. 318-322 c.p.) puniscono l'accordo illecito tra pubblico agente e privato: la corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318), quella per un atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319), quella in atti giudiziari (art. 319-ter). È punito sia il corrotto sia il corruttore.
La concussione (art. 317 c.p.) punisce il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, abusando della qualità o dei poteri, costringe taluno a dare o promettere indebitamente denaro o altra utilità. La pena è la reclusione da 6 a 12 anni.
Il peculato (art. 314 c.p.) punisce il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, avendo per ragione dell'ufficio il possesso o la disponibilità di denaro o di una cosa mobile altrui, se ne appropria. È previsto il peculato d'uso per l'uso momentaneo con restituzione.
L'art. 319-quater c.p. punisce il pubblico agente che, abusando della qualità o dei poteri, induce taluno a dare o promettere indebitamente utilità. A differenza della concussione, è punito anche il privato indotto, sia pure con pena minore.
L'art. 346-bis c.p. punisce chi, sfruttando o vantando relazioni, anche asserite, con un pubblico agente, si fa dare o promettere denaro o altra utilità come prezzo della propria mediazione illecita verso il pubblico agente o per remunerarlo.
Nei reati contro la Pubblica Amministrazione la difesa parte dalla qualifica soggettiva contestata (pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio) e dalla ricostruzione dell'atto amministrativo coinvolto: molte contestazioni si decidono sulla distinzione tra esercizio legittimo della discrezionalità e accordo illecito.
Lo Studio assiste persone fisiche ed enti, coordinando la difesa penale con i profili amministrativi, contabili e di responsabilità dell'ente ex D.Lgs. 231/2001, e gestendo i rischi di misure interdittive, sequestro e confisca del profitto.