Diritto Penale · Cybercrime e reputazione online

Rimozione contenuti e diritto all'oblio

Oltre alla tutela penale, la vittima di contenuti lesivi online può ottenerne la rimozione o la deindicizzazione (diritto all'oblio) e, nei casi urgenti, provvedimenti cautelari per fermarne la diffusione.

Che cos'è

Il diritto all'oblio consente, a determinate condizioni, la deindicizzazione dai motori di ricerca di contenuti non più attuali o lesivi. La rimozione può essere richiesta alle piattaforme, al titolare del trattamento e, in via giudiziale, con provvedimenti d'urgenza.

Gli strumenti

  • Segnalazione/istanza alle piattaforme e ai motori di ricerca
  • Istanza al Garante per la protezione dei dati personali
  • Provvedimenti cautelari d'urgenza (inibitoria)
  • Azione risarcitoria per il danno all'immagine.

La difesa dello Studio

Lo Studio combina l'azione penale (diffamazione, sostituzione di persona) con quella civile e amministrativa per fermare la diffusione e riparare il danno reputazionale, scegliendo lo strumento più rapido ed efficace.

Domande frequenti

Posso far rimuovere un contenuto vero ma lesivo?

Il diritto all'oblio consente, a certe condizioni, la deindicizzazione di contenuti non più attuali; la rimozione totale dipende dal caso.

Serve prima una condanna penale?

No: rimozione e deindicizzazione possono essere ottenute anche in via civile/amministrativa, in parallelo al penale.

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